Colpo al clan De Tommasi - Notaro, arrestate 19 persone a Lecce, in Germania e in Svizzera

lunedì 19 gennaio 2015

L’operazione dei carabinieri del Comando provinciale ha ricondotto una serie di episodi criminali ad una lotta intestina al clan.

Nuovo colpo inflitto alla SCU dai carabinieri del Comando Provinciale di Lecce che nella notte hanno eseguito un blitz che ha portato all'arresto di diciannove persone ritenute appartenenti al clan De Tommasi – Notaro operante nel Nord della provincia. I reati contestati vanno dall'associazione di tipo mafioso (416 bis) all'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine, estorsioni e rapina.
L'operazione, denominata “Paco” dal soprannome di uno degli arrestati, è il punto di arrivo di una serie di indagini su episodi criminosi registrati tra il 2012 e il 2013 che vedono come protagonisti Luigi Notaro, ritenuto il boss del clan e arrestato il 1 dicembre scorso, Luca Greco e altri presunti sodali del gruppo criminale interessato da una lotta intestina per la conquista della leadership sul territorio.
L'8 settembre del 2012 Greco era stato oggetto di un tentativo di omicidio da parte di due persone che lo avevano raggiunto in casa ma i piani criminali andarono in fumo perchè la pistola si inceppò. Il mandante di quell'assalto, secondo i carabinieri, fu proprio Notaro che qualche mese dopo (1 marzo 2013) subì una ritorsione da parte dei “rivali” che crivellarono di colpi la sua casa e l'auto. Fu lo stesso Notaro a denunciare il fatto in caserma: fatto abbastanza inconsueto in un contesto criminale di associazione mafiosa. Il secondo “round” contro Greco ci fu il 24 giugno dello stesso anno quando fu incendiata la sua officina e lui stesso gambizzato.

Il conflitto interno è emerso in tutta la sua evidenza agli occhi degli investigatori grazie al sequestro di tre lettere e di un registratore audio, ritrovato in casa di Pierri in occasione del suo primo arresto. Nelle tre missive, indirizzate a Notaro, Cosimo Emiliano Palma e lo stesso Pierri denunciavano la volontà di uscire dal gruppo lamentandosi per il comportamento minaccioso tenuto dal boss nei loro confronti.
Il nastro sequestrato in casa di Pierri contiene, invece, una “confessione” spontanea con tanto di cronistoria delle azioni criminali del clan e relativi responsabili. Un documento insolito che si può spiegare, secondo il Procuratore capo Cataldo Motta, come una sorta di “testamento” nel timore di una futura “eliminazione” dal gruppo.

Nel corso delle indagini a carico dei presunti affiliati sono scattati sequestri di droga e di armi: una pistola e tre fucili da caccia calibro 7.65. Quest'ultimo sequestro, in particolare, è stato effettuato dai carabinieri all’insaputa dei detentori e ha accresciuto in questi la preoccupazione di una imminente escalation di violenza da parte della fazione rivale. In casa di Stippelli, considerato il braccio destro del boss, sono state ritrovate anche delle cambiali per un valore complessivo di 8mila euro. Al clan è stata attribuita anche una rapina in banca messa a segno a Cellino San Marco (Br).
Le diciannove persone destinatarie dell'ordinanza cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Dda di Lecce sono:

Sergio Notaro, 55enne di Squinzano;Vincenzo Stippelli, 37enne di Squinzano; Vincenzo Carone, 57enne di Mesagne (Br); Vladimiro Cassano, 50enne di Squinzano; Emanuela Spalluto, 29enne di Novoli; Stefania Viterbo, 50enne di Novoli; Gianluca De Blasi, 40enne di Novoli; Cosimo Emiliano Palma, 30enne di Squinzano; Nicola Pierri, 33enne di Squinzano; Franco Pierri, 63enne di Squinzano; Antonio Pierri, 30enne di Squinzano; Andrea Pierri, 27enne di Squinzano; Salvatore Milito, 43enne di Squinzano; Gianluca Tamborrini, 35enne di Squinzano; Andrea Valentino, 29enne di Squinzano; Alfredo Scazzi, 36enne di Squinzano; Paolo Scazzi, 26enne di Squinzano; Andrea Spagnolo, 37enne di Squinzano; Danilo De Santis, 43enne di Squinzano.

Nel corso delle indagini gli investigatori hanno arrestato nove persone in flagranza di reato, di cui sette per stupefacenti e due per detenzione di armi. Due degli arrestati sono stati raggiunti all'estero, in Svizzera e Germania, grazie alla collaborazione delle polizie locali. Due persone sono tuttora ricercate.  

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