Cariddi propone il fratello e include la minoranza: malumori e fratture a Palazzo Melorio

mercoledì 11 gennaio 2017

Nell’incontro convocato dal sindaco di Otranto con la sua maggioranza, è stata annunciata la linea per le amministrative: ma la proposta del fratello non piace a tutti e i mugugni potrebbero sancire una rottura. Tutte le ipotesi.

Non ha sortito l’effetto desiderato la riunione convocata dal sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, con la propria maggioranza in vista delle prossime amministrative di primavera: dopo mesi, in cui al di là dei silenzi ufficiali, era stata svelata a mezzo stampa la mossa dell’individuazione del fratello ingegnere, Pierpaolo, come candidato sindaco e dell’appoggio della minoranza in una lista unitaria, il primo cittadino ha voluto incontrare la sua maggioranza per discutere di questo progetto.

Una evidente “anomalia”, visto che la decisione era di dominio pubblico, dopo essere stata raccontata dalle cronache giornalistiche, ma senza il coinvolgimento diretto dei più stretti collaboratori, ovvero i membri che hanno composto la maggioranza di questo decennio, che si sono visti proporre un candidato sindaco già scelto e un allargamento all’opposizione qualche giorno prima di Natale e, dopo averne letto per mesi sui giornali.

In buona sostanza, Cariddi si è presentato elogiando il lavoro della sua maggioranza, ma sottolineando che non esista un profilo in grado di raccogliere la sua eredità e affermando di aver richiesto su sollecitazione da parte dei vari partiti l’impegno al fratello ingegnere.

Così quella che doveva essere una sorta di “ratifica” acritica di questa soluzione, ha fatto emergere crepe e malumori a lungo sopiti: c’è chi tra i consiglieri (con il Pd in prima linea) ha fatto notare al sindaco l’inopportunità del metodo, ovvero quello di essere informati della scelta senza previa consultazione; c’è chi ha mostrato contrarietà rispetto alla scelta del nome e dell’allargamento all’opposizione e chi, pur accogliendo con favore l’indicazione sull’ingegnere Cariddi, ha espresso perplessità sulla minoranza. Il concetto, in sostanza, è stato “se siamo stati bravi, perché trovare una soluzione esterna?” e “perché allargare a chi non ha fatto parte dell’amministrazione?”. C’è anche chi, come Daniele Merico, ha preannunciato la volontà di farsi da parte e ritiene conclusa la sua esperienza amministrativa.

Prima della fine del mese, ufficialmente dovrebbe esserci un nuovo confronto per chiarire ulteriormente le posizioni di tutti. Cariddi, dal canto suo, intende andare avanti su questo proposito con chi è disposto ad allinearsi, convinto che non ci saranno emorragie “determinanti” e che le amministrative siano facilmente alla portata del gruppo che aderirà al progetto.

Ma le incognite rendono meno certo il quadro rispetto alle previsioni ottimistiche della maggioranza uscente: esiste, infatti, un sensibile dissenso all’amministrazione (anche tra quelli che hanno sostenuto ViviAmo Otranto) nonostante i risultati ottenuti, di cui si tiene forse poco conto e che ha il demerito al momento di non essere rappresentato da un’alternativa unitaria.

In secondo luogo, il sindaco ritiene che, pur perdendo qualche pezzo, l’aggregazione della minoranza, risistemi gli equilibri a proprio favore: ma il bilanciamento tra uscite e sostituzioni non è matematico, soprattutto se si tiene conto che l’opposizione uscente viene da un percorso disaggregante dopo il fallimento elettorale del 2011 e l’uscita di scena di Corrado Sammarruco. Non è così scontato che la “base”, orfana del vecchio gruppo “Alleanza per Otranto”, segua “a comando” le indicazioni dei consiglieri comunali, accettando di supportare l’avversario storico combattuto per un decennio.

Il terzo e forse più importante elemento che si sta sottovalutando è la disponibilità dello stesso Pierpaolo Cariddi, che nei colloqui informali ha manifestato di poter scendere in campo solo a condizione che ci sia reale condivisione di tutti i partiti. Qualora questa condizione saltasse, non è detto che l’ingegnere voglia andare avanti, avendo manifestato in più occasioni una certa reticenza al suo ingresso in politica. E, in quel caso, tutti gli scenari potrebbero cambiare.

Il Partito Democratico, intanto, prosegue con le proprie valutazioni e potrebbe decidere di mollare Cariddi, se non si trovasse l’accordo con la maggioranza (una candidatura interna e senza aggregare la minoranza): come precisato dalla segreteria provinciale, si è pronti a sostenere il profilo della vicesindaco, Lavinia Puzzovio. Solo l’ala “dalemiana” e imprenditoriale resterebbe ancorata a Cariddi anche sulla base di rapporti che vanno al di là della semplice gestione amministrativa e che riguardano progetti come porto e soprattutto il Twiga Beach.

In mezzo, c’è il Movimento Cinque Stelle che ha annunciato nei giorni scorsi la volontà di correre alle prossime elezioni e che potrebbe essere la sorpresa: ieri, intanto, un nuovo incontro si è consumato all’interno dello Scalo 74, dove sarebbe maturata l’idea anche di aprirsi a progetti più ampi. Esiste poi “Nuovi Orizzonti”, l’unica vera opposizione, seppur extra consiliare, a Cariddi, che con il suo responsabile, l’avvocato Andrea Conte ha precisato di voler lavorare ad un’alternativa rispetto al modello delle larghe intese. Le voci di “dissenso”, insomma, si moltiplicano: bisognerà capire se avranno la forza di ritrovarsi in un progetto unitario, che potrebbe davvero riaprire i giochi o se confermeranno la linea in solitaria, destinata a fare il gioco dell’amministrazione uscente.

Mauro Bortone

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