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Riqualificazione circonvallazione: abbattuti altri 5 pini

Maria Felice Pepe, per Mind, pone l'attenzione sull'eliminazione di fusti sani per motivi tecnici.

Riqualificazione ecologica della circonvallazione. E' questo il nome del progetto grazie al quale in questi ultimissimi giorni a Lecce, in viale Rossini, sono stati abbattuti altri cinque pini sani, quattro sul largo marciapiede all'incrocio con via Gentile ed uno davanti agli uffici della Polizia Locale, privata, così, dell'unica fonte di ombra. Pini sani, tagliati per motivi tecnici. Magari qualcuno ai piani alti sarà contento, un problema, anzi cinque, in meno.” Cosi Maria Felice Pepe, apre una nota a firma di MIND Menti Indipendenti.

“Certo, alcuni di essi sollevavano l'asfalto nelle loro immediate vicinanze, ma a questo la tecnologia offre ormai rimedi della cui esistenza era stato informato, dal Coordinamento alberi e verde urbano di Lecce  e dal Forum ambiente e salute, anche l'assessore ai lavori pubblici, nella illusoria speranza di poterli salvare”, continua Pepe.


“Ora, come un progetto che porta all'abbattimento di circa centosessanta alberi di alto fusto, sani, possa definirsi ecologico é un mistero, ma é una valanga di progetti simili a questo che attraversa il Paese, da nord a sud, la maggior parte finanziata con i fondi del PNRR, quelli che non dovrebbero arrecare danni all'ambiente. Dal 2020 vediamo un impoverimento del patrimonio arboreo sconvolgente, centinaia e centinaia di vittime. Assolutamente insufficienti le sostituzioni che, se fatte, sono quasi sempre abbandonate a sé stesse e votate al disseccamento precoce.” Specifica Pepe.

“Il quadro diventa tragico se poi si aggiungono le vivaci potature (in realtà delle vere e proprie capitozzature, peraltro vietate dalle normative) di lecci, jacarande, pini, tigli e via dicendo, con conseguenze che tristemente non tarderanno a manifestarsi, poiché, in barba ai luoghi comuni, indeboliscono le piante rendendole più vulnerabili e pericolose, anziché più forti e sicure” afferma la delegata di MIND.


“Di fronte all'inarrestabile aumento della temperatura della città, al prolungamento delle estati torride, associate alla massiccia riduzione dei benefici ecosistemici di piante, specie se di alto fusto, che assorbono anidride carbonica e polveri sottili, mitigando la temperatura, liberando ossigeno e riducendo il numero delle malattie polmonari, anche le più gravi, offrendo bellezza e ombra” - conclude Pepe- è il caso di cambiare passo. Un'amministrazione che guardi alle nuove generazioni dovrebbe comprendere che, come tanti scienziati sostengono, la vivibilità delle città é legata alla presenza degli alberi, all'incremento del loro numero ed alla salvaguardia di quelli esistenti. L'alternativa è solo un'isola di calore intollerabile. E a farne le spese sarebbero per primi i più deboli, anziani e bambini, con tanti ringraziamenti a chi non li ha protetti”.


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