Salute Sette Lecce Tendinite e tenosinovite, dalle infiltrazioni alla chirurgia La tendinite è l’infiammazione del tendine, la tenosinovite è l’infiammazione e il decadimento della guaina che riveste il tendine. Si tratta di due problemi dolorosi e inval... 27/09/2019 a cura della redazione circa 3 minuti La tendinite è l’infiammazione del tendine, la tenosinovite è l’infiammazione e il decadimento della guaina che riveste il tendine. Si tratta di due problemi dolorosi e invalidanti, ma con gradazioni e possibilità diverse di guarigione. Ecco come intervenire e quando rivolgersi al chirurgo. Comincia tutto con un dolore nel movimento, poi ci accorgiamo palpando la zona infiammata di avere un problema da non sottovalutare. Se la patologia si cronicizza, rischiamo l’immobilizzazione dell’arto. Nel caso della tendinite il dolore al polso non curato può rischiare di neutralizzare la capacità di movimento. Alla fine avremo un arto sempre più immobile. Le sedi più colpite dalla tendinite sono le dita delle mani e le dita dei piedi, in genere piccole articolazioni, ma anche il polso, il gomito e, raramente, la spalla. Stessa cosa per le gambe: la tendinite può colpire, dita dei piedi, tendine d’Achille, fino alle ginocchia. In questo caso la prima terapia è il riposo unito agli antinfiammatori. Si può arrivare, nei casi più seri alle infiltrazioni di cortisone. Tutto questo, però, combatte solo il sintomo e non si va alla radice del problema. Una delle cause potrebbe essere la scarsa vascolarizzazione del tendine, insieme ai microtraumi ripetuti nel tempo: problemi che possono derivare anche dall’andare a fare la spesa ogni giorno caricando dei pesi eccessivi in maniera scorretta. Naturalmente le infiammazioni del tendine possono essere associate a patologie più importanti come gotta, artrosi, artriti, diabete ed altro. In questo caso è meglio cominciare curando la patologia più importante. TENOSINOVITE La tenisinovite o sinivite tendinea colpisce la guaina sinoviale che protegge il tendine dagli attriti da sfregamento. In questi casi l’infiammazione spesso coinvolge il tendine. Il processo infiammatorio una volta partito si estende e determina un aumento del volume e della viscosità del liquido sinoviale, che genera attrito, quindi dolore e limitazione dei movimenti. Questo problema spesso esplode all’esterno con gonfiori e tumefazioni. Anche in questo caso traumi o sollecitazioni funzionali, malattie reumatiche e infezioni possono fare molti danni. I fenomeni infiammatori riguardano soprattutto la guaina. Non bisogna nemmeno sottovalutare gli sforzi eccessivi e il carico di pesi che portano frequentemente a questo tipo di infiammazione. LA TERAPIA Il trattamento dell’infiammazione della guaina del tendine mira sempre al recupero completo. È importante, però, l’intervento tempestivo per ottenere nel più breve tempo possibile la funzionalità articolare. Gli interventi terapeutici sono di vario tipo: medico, farmaceutico, rieducativo, infiltrativo e chirurgico, in ultima istanza. Fisioterapia e riposo possono portare a grandi risultati. Quando l’infiammazione è ancora acuta, si possono applicare degli impacchi freddi nella zona colpita. Quando la patologia non è grave, può essere trattata per sette o dieci giorni con antinfiammatori e analgesici locali. Nei casi più gravi sono necessarie le infiltrazioni con cortisone, paracetamolo e ibuprofene. La cura nei casi più difficili può durare anche due mesi. Può essere utile effettuare l’infiltrazione direttamente nel punto dove persiste il dolore, utilizzando un corticosteroide. Questo tipo di punture devono essere effettuate da un esperto: bisogna fare attenzione che il liquido non entri in contatto direttamente col tendine, perché potrebbe danneggiarlo fino alla rottura. Si è dimostrata utilissima anche la terapia rieducativa, che punta sulla postura del soggetto, sul corretto sforzo fisico e richiede di mantenersi sempre in allenamento. L’articolazione interessata deve essere resa sempre più attiva. Quando la tenosinovite resiste a tutte le terapie è necessario il ricorso all’artroscopia chirurgica e alla rimozione dei depositi di calcio. La fisioterapia, successivamente, permetterà il recupero della funzionalità articolare. In rari casi può essere necessaria liberazione chirurgica o l'asportazione delle guaine sinoviali alterate (sineviectomia). Per non arrivare fino a questo punto è necessario l’intervento tempestivo con riposo e farmaci che combattano l’infiammazione nella prima fase del dolore, quella che da acuta si può trasformare in cronica. Gaetano Gorgoni
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