Cronaca Lecce 

Assalto armato in gioielleria, poi la fuga e gli spari al “Centrum”: banditi arrestati

Incredibile tentativo di rapina culminato con alcuni spari nei pressi del centro commerciale: i malviventi sono stati fermati e arrestati. Hanno preso d’assalto la gioielleria del “Cent...

Incredibile tentativo di rapina culminato con alcuni spari nei pressi del centro commerciale: i malviventi sono stati fermati e arrestati. Hanno preso d’assalto la gioielleria del “Centrum” di Lecce, ma qualcosa è andato storto e per i banditi in azione il colpo preparato si è ritorto contro, portandoli all’incredibile e rapido arresto. Sono stati alcuni testimoni a notare i malviventi che hanno fatto irruzione nell’esercizio, col volto travisato e la pistola in mano: così è partita la richiesta d’intervento alle forze dell'ordine con la polizia e i carabinieri, che sono arrivati sul posto con i propri uomini in breve tempo. I ladri hanno tentato la fuga a piedi, separatamente:  Proseguendo per via De Gasperi, dopo poche decine di metri,  la volante ha notato  un giovane con addosso un paio di jeans e giubbotto blu, corrispondente alla descrizione  che alla vista della pattuglia è fuggito, imboccando una traversa. Mentre lo inseguivano a piedi, i poliziotti hanno notato che quest’ultimo durante la corsa esibiva dal giubbotto una pistola di piccole dimensioni. Uno dei poliziotti, dopo aver intimato più volte al fuggitivo di fermarsi, a scopo intimidatorio ha esploso con la pistola di ordinanza un colpo in aria. Il giovane, continuando la corsa, si è librato del giubbotto, lasciandolo sul prato del vicino parco giochi. Attraversato viale Giovanni Paolo II è stato bloccato dai due operatori sullo spartitraffico di mezzeria. Il fermato era Antonio Gabellone, 20enne a Brindisi, già noto alle Forze dell’Ordine.  Il secondo fuggitivo ha cercato di rifugiarsi in una villetta, sparando dei colpi per riuscire a liberarsi degli agenti che lo tallonavano. La sua fuga, però, si è conclusa in via Alcide De Gasperi, dove l’uomo è stato raggiunto e acciuffato.  Gli operatori di un’altra volante, nel frattempo giunti sul posto, nel corso delle ricerche hanno recuperato l’arma del Gabellone una pistola in metallo, di calibro 6.35, priva di marca, modello e matricola, munita di caricatore contenente 5 cartucce e rinvenuta con cane armato e una sesta cartuccia camerata, pronto a fare fuoco. Intanto un’altra pattuglia, aveva continuato le ricerche del complice. In particolare, una passante aveva riferito ai poliziotti di aver notato un giovane intento a scavalcare un muretto di cinta di una palazzina. Gli operatori insieme ad una pattuglia della Squadra Mobile hanno circondato la palazzina. Uno dei poliziotti, mentre si accingeva a percorrere la parte laterale del muro di cinta della palazzina, da una finestra posta al primo piano del suddetto stabile ha visto il fuggitivo che, affacciatosi, ha puntato l’arma a braccia tese, pronto a fare fuoco, in direzione dell’agente. Immediatamente l’operatore, mettendosi in copertura ha ordinato ai colleghi presenti di mettersi al riparo. Nel frattempo sul posto sono arrivate le Unità Operative di primo Intervento addestrate per operazioni di irruzione e veniva cinturata l’area della palazzina. Al rapinatore non è restato che allontanarsi dalla finestra, nascondendosi all’interno dello stabile. Dopo alcuni minuti, durante i quali gli operatori hanno continuato ad intimare al rapinatore di arrendersi, si sono sentiti tre colpi di arma da fuoco provenienti dall’interno della palazzina. A quel punto è stata autorizzata l’immediata irruzione da parte del personale UOPi affiancato da personale dell’UPGSP e della Squadra Mobile. Il malvivente, resosi conto del blitz in corso, ha aperto una finestra del vano scale in corrispondenza dell’ultimo piano sporgendo le mani fuori e dopo aver scarrellato lasciando aperto l’otturatore dell’arma ha dimostrato che era scarica, facendola cadere a terra e alzando le mani in segno di resa. Durante la fuga egli era entrato in uno studio medico puntando l’arma ad un dipendente chiedendogli dove fosse l’uscita. Quest’ultimo, in stato di shock non ha risposto: il rapinatore ha abbandonato lo studio salendo all’ultimo piano dove ha esploso tre colpi contro la serratura della porta del terrazzo per aprirla. Quattro operatori della Squadra Mobile e dell’Ufficio Volanti, sono quindi saliti all’interno della palazzina, portandosi all’ultimo piano e per ammanettare Roland Karaj 22enne, nato in Albania, noto alle Forze dell’Ordine. Successivamente è stata recuperata l’arma abbandonata dal Karaj, una pistola cal.7.65, di marca Beretta. Il Gabellone così come il Karaj sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso, resistenza a Pubblico ufficiale e violazione di domicilio, minacce aggravate. Nel corso dei successivi giri di controllo, gli operanti hanno ritrovato in un sacchetto in plastica di colore nero del tipo usato per la raccolta dei rifiuti e in due sacchetti in nylon di colore blu con all’interno vari monili in oro e preziosi, e un passamontagna. Il valore dei preziosi rubati, secondo una prima stima si aggira intorno a 150mila euro. Karaj aveva addosso, una banconota da euro 500, una banconota da euro 50 ed una banconota da 20 euro, denaro in quanto proveniente della rapina appena compiuta.  Soddisfatto il questore D'Angelo: “Quando si realizza un sistema di sicurezza partecipata il sistema funziona. Oggi abbiamo potuto operare in maniera ottimale assicurando alla giustizia tre rapinatori in due giorni. Questo grazie ai cittadini che segnalano. E vorrei ringraziare per l'operato del personale della Questura, soprattutto per il lavoro di oggi che era molto complesso”. foto: Filippo Montinari. 

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