Cronaca Lecce 

Occupazione abusive immobili, sottoscritto il Piano operativo provinciale

E' condiviso con il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Giuseppe Capoccia, le Forze di Polizia ed i Sindaci di Lecce, Nardò, Casarano, Copertino, Galatina e Gallipoli.

Si è tenuta ieri presso i saloni di rappresentanza della Prefettura di Lecce la conferenza di sottoscrizione del ‘Piano operativo di azione per la prevenzione ed il contrasto alle occupazioni abusive di alloggi di proprietà pubblica“, elaborato d'intesa con Arca Sud Salento e condiviso con il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Giuseppe Capoccia, con i vertici delle Forze di Polizia e con i Sindaci dei Comuni di Lecce, Nardò, Casarano, Copertino, Galatina e Gallipoli, maggiormente interessati dal fenomeno deHe occupazioni abusive degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica.

Nel corso del1'incontro, è stato evidenziato come la politica per la casa rappresenti, oggi, una scelta utile per favorire l'integrazione e la crescita di fasce deboli della popolazione al1'interno di un nuovo sistema di welfare moderno in grado di rispondere alle mutate esigenze della domanda abitativa, in modo particolare nei centri urbani maggiormente esposti a fenomeni di marginalizzazione e degrado.

In quest'ottica, la corretta utilizzazione del patrimonio abitativo pubblico deve garantire la legittima fruizione agm aventi diritto ed una permanente azione di prevenzione indirizzata al controllo del territorio, tesa anche a scongiurare fenomeni malavitosi e di microcriminalità, a garanzia e tutela della legge e dei diritti di chl attende l'assegnazione legittima di un alloggio di edilizia residenziale pubblica.

In tale contesto, il citato documento pattizio costituisce un utile manuale operativo finalizzato ad indicare tempi e modalità di intervento di tutti g1i attori chiamati, ciascuno per g1i aspetti di competenza, a contrastare ogni situazione di illegalità attraverso azioni di assistenza e messa in sicurezza degli alloggi liberati, nonchë a permettere procedure di assegnazione più rapide, riducendo cosi la percentuale di case vuote o in stato di abbandono ed inserendosi rrel più ampio contesto degli interventi di riqualificazione urbana e territoriale.

Nel corso della riunione, si è dato atto di come, nell'ambito delle fattispecie di occupazioni sine titulo, occorra preliminarmente distinguere tra quelle a titolo originario (occupazioni abusive in senso proprio) e quelle a titolo derivato (decadenza da1l'assegnazione, irregolarità, ecc.).

In particolare, il Piano Operativo, che disciplina gli interventi necessari in presenza di occupazioni abusive in senso proprio a rilevanza penale, si muove lungo due direttrici principali: da un lato, le cosiddette occupazioni in flagranza di reato, rilevate nell'immediatezza dell'invasione, in presenza delle quali è previsto che la Forza di Polizia a competenza generale richieda alla locale Procura il sequestro preventivo d'urgenza; dall'altro lato, le occupazioni protrattesi nel tempo, ossia rilevate a distanza di mesi e/o anni da1l'invasione, in presenza delle quali la stessa Forza di Polizia comunica alla locale Procura la notizia di reato e richiede il sequestro preventivo dell'alloggio, con assegnazione della custodia all’Ente proprietario.

Il Prefetto ha espresso un sentito ringraziamento al Procuratore della Repubblica per aver tracciato le linee direttrici dell'attività delle Forze di Polizia nel contrasto dei gravi fenomeni di illegalità sopra richiamati. Ha reso noto, altresi, che l'elemento centrale del documento è rappresentato dalla istituzione, presso la Prefettura, di un Gruppo di Lavoro con il compito precipuo di svolgere attività di monitoraggio circa lo stato di attuazione del Piano attraverso l'acquisizione delle informazioni provenienti da ciascun Comune, prevedendo procedure con priorità di intervento di sgombero in presenza di occupanti appartenenti alla criminalità comune e/o organizzata ed avendo particolare riguardo ai soggetti intestatari di altri immobili di proprietà privata nonché valutando con attenzione eventuali situazioni di vulnerabilità economica e sociale.

In conclusione dei lavori, nel rappresentare la possibilità di adesione al Protocollo in argomento da parte di altri Comuni della provincia interessati dal fenomeno, si è auspicato che tale modello virtuoso possa essere presto recepito dalle altre realtà provinciali della Regione Puglia.

In ultimo, si è condivisa la necessità di rafforzare la rete sinergica territoriale volta a mettere in campo misure efficaci, al fine di rispondere alle esigenze abitative dei nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità, utilmente collocati nelle graduatorie predisposte dagli Enti locali ed ancora in attesa di risposta, consentendo cosi il rapido ripristino della legalità e della giustizia sociale.


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