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Discariche di Burgesi e Corigliano d’Otranto, Casili: ''Il territorio ha già pagato tanto. Non si possono chiedere altri sacrifici''

Lo dichiara il consigliere del M5S a margine dell’audizione da lui richiesta in V Commissione sull’ampliamento del sito.

“L’ampliamento della discarica di Burgesi non può essere accettato in alcun modo. In commissione oggi ho ribadito quanto già detto ai cittadini di Ugento e dei comuni limitrofi che ho incontrato nei giorni scorsi. Parliamo di una popolazione che ha già pagato tanto in termini ambientali e di salute, a cui non possono essere chiesti ulteriori sacrifici. Così come non è pensabile mettere in esercizio la discarica di Corigliano d’Otranto che poggia su una piattaforma carsica fonte di acqua per quasi tutto il Salento. Viviamo una crisi idrica epocale, la provincia di Lecce alimenta i rubinetti dei salentini con acqua proveniente dall’emungimento della falda  e per tale motivo non possiamo assolutamente correre il rischio di fonti inquinanti per i nostri pozzi. Oggi l’abbiamo ribadito in commissione assieme ai sindaci dei Comuni di Ugento, Taurisano, Presicce-Acquarica e Salve, le cui comunità sono giustamente preoccupate dopo le recenti determinazioni della Giunta”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili a margine dell’audizione da lui richiesta in V Commissione sull’ampliamento della discarica di Burgesi.

“Decisioni come l’ampliamento della discarica di Burgesi o l’apertura di quella di Corigliano - continua Casili - non possono essere calate dall’alto. Oggi abbiamo ascoltato il parere dei tecnici, ma ho proposto di riaggiornare l’audizione per ascoltare il parere dell’assessora Triggiani e del presidente della Provincia Minerva. Non si può continuare a chiedere sacrifici a territori già vessati e sicuramente non basta l’ 'indennità di disagio' in favore dei Comuni che ospitano le discariche. Parliamo di un territorio che da anni subisce gli impatti cumulativi di diversi impianti, e presenta una forte incidenza di patologie tumorali. Servono soluzioni alternative perché a pagare non possono essere sempre gli stessi”.


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