Cronaca Ugento Truffa per trasformare una masseria in albergo a 4 stelle: tre indagati La Guardia di Finanza sequestra oltre un milione di euro a due imprenditori ed un commercialista per un progetto a Torre San Giovanni con finanziamenti regionali. 03/04/2025 circa 1 minuto Due imprenditori, un commercialista e due società risultano indagati per aver indebitamente ottenuto contributi pubblici per riqualificare una masseria e trasformarla in un albergo a quattro stelle a Torre San Giovanni, marina di Ugento, con i lavori finanziati per metà con contributi regionali tramite il programma ''Aiuti alle medie imprese e consorzi Pmi per programmi integrati di investimento Pia Turismo'' pari ad oltre un milione di euro.Tutti devono pertanto rispondere di truffa aggravata ai danni dello Stato, autoriciclaggio e illecito amministrativo. I tre indagati sono Vittorio Andidero, imprenditore edile 58enne di Bari, titolare della Modoni Building, Giancarlo Lucrezio, di 67 anni, titolare di un'agenzia immobiliare, e Marco De Marco, 66enne commercialista, entrambi di Ugento. Per tutti l'accusa ha chiesto gli arresti domiciliari.Gli agenti del Nucleo di polizia economica-finanziaria della Guardia di Finanza ha sequestrato in via preventiva beni per 1,1 milioni di euro ed hanno inoltre notificato tanto ai due imprenditori quanto al commercialista l'avviso di interrogatorio preventivo davanti al gip. L'indagine è scaturita della Procura di Bari, coordinata dal Pubblico Ministero Lanfranco Marazia.Andidero e Lucrezio avrebbero simulato l’esecuzione di lavori per circa 1,5 milioni di euro presentando false dichiarazioni e documenti bancari contraffatti, tra cui figurano copie di assegni bancari scoperti, per ottenere la prima parte del contributo pubblico pari a 1.132.305 euro. A completare il quadro vi è poi l’inserimento fittizio in bilancio di una riserva indisponibile di patrimonio netto per quasi 2 milioni di euro, in modo da simulare il ricorso a fondi propri come richiesto dalla Regione Puglia.Il De Marco avrebbe avuto un ruolo centrale nella gestione contabile e finanziaria dell’operazione, adoperandosi al fine di ottenere un finanziamento bancario da 250.000 euro, per simulare pagamenti mai avvenuti e costruire la falsa rendicontazione delle spese sostenute. Così, dopo aver ottenuto la prima parte del finanziamento di 500.000 euro, la somma sarebbe stata trasferita su un conto personale e successivamente investita in fondi comuni e polizze assicurative sulla vita, ma anche usata per finanziare un’altra società, sempre riconducibile ad Andidero.
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